SANTA CROCE DI CAMERINA (RAGUSA) – Qualcuno era entrato nel mulino di Giuseppe Caggia. Il mulino, cioè, accanto al quale è stato trovato il corpo senza vita di Andrea Loris Stival, il bambino di Santa Croce di Camerina. E’ lo stesso Caggia a parlare di presenza “sospette” all’interno del mulino di sua proprietà. In un servizio andato in onda su Mattino 5 ha parlato di oggetti spostati, oggetti scomparsi.
L’ex carabiniere, ora in pensione, ha detto: “Ogni tanto entravano dentro la casa. Per esempio, nella stanza di sopra ho trovato la coperta tirata, ma non penso che dormissero lì. Entravano, ma eccezionalmente, anche se il mulino lo tenevo senza lucchetto. Ultimamente si sono portati via due frigoriferi e una coperta imbottita“.
Per questo Caggia non riesce a spiegarmi come mai gli investigatori non abbiano effettuato perquisizioni in quel luogo: “Se quello era un luogo accessibile da estranei, è possibile che sia stato utilizzato, ma la polizia non è venuta”.
Caggia, tra l’altro, si era allontanato dal mulino proprio nelle ore in cui il cadavere è stato trovato (probabilmente anche quando il corpo senza vita del bambino è stato portato nel canale adiacente alla sua proprietà).
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