Andrea Loris Stival, Veronica Panarello tira in ballo i vicini di casa

Veronica Panarello

ROMA – “Mi è venuto in mente un particolare che finora non avevo messo a fuoco: il giorno in cui il mio Loris è morto, ho sentito della musica provenire dalla casa dei nostri vicini. Solitamente l’appartamento è vuoto. Invece quella mattina in casa c’era qualcuno. Indagate”. Queste sono le parole pronunciate da Veronica Panarello e riportate dal suo avvocato agli inquirenti. Veronica Panarello è e in carcere, accusata per l’omicidio del figlio Andrea Loris Stival, 

“Veronica – scrive Angela Corica di Giallo – punta così il dito contro i vicini di casa. Facendolo, però, non si rendere conto di sbugiardare se stessa (…) Pronunciando queste frasi, infatti, ipotizza che il bambino sia stato adescato e ucciso nella palazzina di via Garibaldi, dove abita (…) Ma fino a qualche settimana fa aveva sempre fornito un’altra versione (…) Solo su un particolare Veronica non si era ancora contraddetta: aveva sempre sostenuto di aver portato il figlio a scuola. Ora, invece, ha cambiato versione (…) Come fa, infatti, ad avanzare il sospetto che Loris sia stato aggredito di vicini, quindi all’interno della palazzina di via Garibaldi, quando per sua stessa ammissione lo aveva accompagnato a scuola che dista un paio di chilometri da lì?”.

Veronica Panarello
Davide Stival e Veronica Panarello (foto Ansa)
Veronica Panarello, Quarto Grado: Non è Andrea Loris il bimbo tornato a casa con lei
Veronica Panarello e Davide Stival (foto Ansa)
Veronica Panarello (foto Facebook)
Veronica Panarello e il marito (foto Ansa)
A sinistra Veronica Panarello e il marito Davide Stival. A destra il piccolo Loris
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Gianluca Pace