Angelo Benfante, il carabiniere che coltivava marijuana, aveva altra droga

VITERBO, 24 AGO – Si aggrava la posizione di Angelo Benfante, il comandante della stazione dei carabinieri di Grotte di Castro, in provincia di Viterbo, arrestato la scorsa settimana per coltivazione e detenzione di sostanze stupefacenti insieme con il fratello. Nella sua abitazione di servizio furono trovate 17 piante di marijuana. Durante una perquisizione nell’ ufficio del sottufficiale, infatti, i suoi colleghi hanno trovato, in un cassetto della scrivania, alcune dosi di cocaina, eroina e hashish.

L’ipotesi cui stanno lavorando gli inquirenti e’ che si tratti di droga sequestrata da Benfante in passato e della quale avrebbe redatto i relativi verbali di distruzione. Verbali che sarebbero almeno in parte stati falsificati.

Il militare, durante l’interrogatorio di garanzia, si era difeso sostenendo di aver prestato al fratello Enzo il sottotetto dell’abitazione di servizio, all’interno della caserma di Grotte di Castro, per svolgere attivita’ connesse al suo mestiere di dj, in quanto e’ un locale perfettamente insonorizzato, quindi ideale per registrare musica.

Ha aggiunto di aver scoperto solo pochi giorni fa che il fratello ci aveva allestito una piantagione di marijuana. E, mentre si tormentava per decidere se denunciare o meno il fratello, c’e’ stato il blitz dei suoi colleghi, il sequestro della piante di canapa indica e l’arresto di entrambi.

Il comandante della stazione dei carabinieri di Grotte di Castro e’ tuttora detenuto nel carcere di Mammagialla.

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Alberto Francavilla