Anm, vince Magistratura Indipendente

ROMA – Due seggi in più a Magistratura Indipendente, un seggio alla nuova lista anti-correnti ”Proposta B” e a farne le spese sono Unità per la Costituzione (meno 2) e Area (meno 1), il cartello elettorale delle correnti di sinistra.

I dati delle elezioni per i 36 nuovi componenti del Comitato direttivo centrale del sindacato delle toghe, confermano che il voto ha penalizzato Unicost e Area, le due forze che con la giunta Palamara-Cascini hanno guidato l’Anm negli ultimi quattro anni, opponendosi alle riforme del governo Berlusconi. E ha premiato invece l’unico gruppo all’opposizione, cioè Magistratura Indipendente, la corrente guidata da Cosimo Ferri, che è il primo degli eletti.

Cambiano così i rapporti di forza: Unicost resta il gruppo di maggioranza in termini di voti, ma nel nuovo parlamentino avrà lo stesso numero di seggi di Area, 12, e solo uno in più rispetto a Magistratura Indipendente, la corrente Ferri, che ha condotto la sua campagna accusando la giunta uscente di non aver saputo tutelare né gli stipendi né condizioni di lavoro dignitose per i magistrati.

Il gruppo di maggioranza, sostengono i suoi esponenti, paga così il prezzo del rinnovamento interno che ha portato avanti e soprattutto dell’impegno sulla questione morale.

”Abbiamo perso in termini di voti, ma lo sapevamo, visto che abbiamo investito sulla questione morale e sulla credibilita”’ dice il segretario di Unicost Marcello Matera, riferendosi soprattutto al risultato di Milano, dove c’è stato un travaso di voti a favore di Mi (i cui consensi sono quasi quadruplicati), e su cui avrebbe pesato la posizione di intransigenza della corrente nei confronti di Alfonso Marra, l’ex presidente della Corte d’appello che ha lasciato la magistratura dopo che il suo nome era finito nelle carte dell’inchiesta sulla P3 (tra gli eletti della corrente c’è proprio uno dei pm titolare di quella indagine Rodolfo Sabelli).

Una tesi condivisa dal giudice della Cassazione Giuseppe Maria Berruti,che fu protagonista di quella battaglia e che e’ convinto che ”nei prossimi anni la magistratura non potrà fare a meno di affrontare la propria questione morale”.

Come pure la corrente avrebbe scontato la scelta di rinnovare completamente la propria rappresentanza puntando su volti ”nuovi”, come spiega il consigliere del Csm Paolo Auriemma, che sottolinea la ”tenuta” della corrente a Roma.

Ma non tutti condividono questa lettura: ”Una parte della magistratura ha ritenuto Unicost troppo accondiscendente nei confronti di Area” dice il presidente di Magistratura Indipendente Stefano Schiro’, che definisce invece ”straordinario” il successo della sua corrente e spiegabile con la sempre maggiore condivisione di una linea politica attenta alle condizioni di lavoro dei magistrati.

”La giunta uscente si è mossa in una situazione difficile per contrastare riforme contrarie alla Costituzione; e così sono state sottratte energie a questioni che riguardano la vita interna della magistratura”, osserva il segretario di Magistratura democratica Piergiorgio Morosini, che accusa Mi di aver cavalcato le spinte corporative.

Sta di fatto che ora tutte le correnti devono confrontarsi con i nuovi numeri: Unicost e Area al 33% (erano rispettivamente al 39 e al 36 per cento con un calo di 485 voti per la prima e di 325 per il secondo gruppo) e Magistratura Indipendente al 29% (era al 24 e ha ottenuto 281 voti in più), mentre Proposta B con 287 voti è al 4%.

Solo nei prossimi giorni si capirà se c’è spazio per una giunta unitaria, con tutte le correnti dell’Anm, o se si proseguirà con una coalizione di maggioranza.

Intanto il record di preferenze è andato a Ferri (1196),mentre per Unicost il più votato, Michele Ciambellini, giudice a Napoli, si è fermato a 720 voti e Ezia Maccora, prima degli eletti di Area, (e considerata alla vigilia del voto tra i papabili per la presidenza dell’Anm) è arrivata a quota 615.

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Maria Elena Perrero