Antonella Alfano carbonizzata: fu omicidio?

AGRIGENTO, 13 GIU – Che qualcosa non quadrasse nella morte di Antonella Alfano, la commessa agrigentina col sogno di diventare modella, trovata senza vita nella sua auto carbonizzata, e' stato palese da subito. Le fiamme che avvolgono la macchina precipitata senza un apparente motivo in fondo a una scarpata e soprattutto, colpo di scena degno di un giallo d'autore, una castagna intatta conficcata nella gola della giovane non convincono gli inquirenti che affidano ai medici legali l'incarico di capire cosa sia accaduto. Oggi la svolta e, per la prima volta in via ufficiale, l'ipotesi che si sia trattato di omicidio. A 48 ore dal decesso, dunque, i pm di Agrigento decidono di andare a fondo sulle cause dell'apparente incidente stradale che avrebbe ucciso la giovane a febbraio scorso, ma anche sulla presenza, accanto all'auto, del fidanzato Salvatore Rotolo, 34 anni, insospettabile carabiniere con un brillante curriculum da ''cacciatore'' di latitanti mafiosi. A vederlo a pochi metri dal veicolo in fiamme alcuni testimoni, che raccontano tutto ai pm che finiscono per indagarlo per omissione di soccorso Ma a sciogliere gli interrogativi e dare almeno una prima risposta sulla strana vicenda e' ora la perizia medico-legale richiesta dagli inquirenti che fa dell'omicidio l'ipotesi privilegiata. Secondo gli esperti, infatti, quando l'auto e' stata divorata dalle fiamme Antonella era gia' morta: quindi il rogo, sviluppatosi in modo uniforme e innescato da una miscela di gasolio e benzina, sarebbe stato provocato e non accidentale. Per i periti inoltre il sedile del lato guida, dove sedeva la giovane, alta un metro e 60, era sistemato in modo tale che la ragazza non avrebbe potuto toccare i pedali: quindi qualcuno avrebbe potuto sistemarla, gia' cadavere, in quella posizione. Infine il serbatoio dell'utilitaria, nonostante l'impatto contro un albero secolare dopo il presunto volo, era intatto. E la presenza della castagna nella gola della donna? Alla luce della perizia anche questo particolare assume un significato nuovo e inquietante: dietro ci sarebbe un tentativo di depistare le indagini. Si' perche' il presunto assassino avrebbe voluto inscenare una morte per soffocamento, avvenuta prima dell'incidente e magari causa dello stesso, giustificando in questo modo l'assenza di tracce di fumo nei polmoni della vittima. Un piano diabolico studiato nei particolari che vuole l'aspirante modella morta strozzata e poi precipitata nella scarpata e avvolta, ormai senza vita, dalle fiamme. La perizia non da' scelta a questo punto ai magistrati che indagano per omicidio volontario. E qualcosa potrebbe cambiare anche per il compagno della vittima che si ritrova ora indagato per un reato ben piu' grave. ''Non rilasciamo alcuna dichiarazione – ha commentato oggi il procuratore aggiunto di Agrigento Ignazio Fonzo – Esiste il segreto istruttorio e deve essere rispettato''. Ma i familiari della vittima ribadiscono quello che hanno detto da subito: tra Salvatore e Antonella i rapporti erano burrascosi.

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Alberto Francavilla