Appalti pubblici, 5mila aziende non rispettano le regole

ROMA – Poca concorrenza, tempi troppo lunghi e troppi contenziosi: è la situazione dei contratti pubblici in Italia emerso dalla relazione annuale di Giuseppe Brienza, presidente dell’autorità di vigilanza sui contratti pubblici e lavori, servizi e forniture.

In un mercato che vale 111 miliardi l’anno, di cui circa 37 miliardi affidati con procedura negoziata, le difficoltà sono dovute allo scarso rispetto delle regole: basti pensare che sono quasi 5mila le imprese che non le rispettano, mentre il 30 per cento degli appalti viene affidato senza alcuna gara.

Secondo Brienza, il mercato è anche caratterizzato da un eccessivo ricorso alla procedura negoziata che “può comportare una distorsione del mercato”.

Lo scorso anno, ha sottolineato Brienza, si è registrata una consistente crescita della domanda di contratti pubblici di importo superiore a 150mila euro che ammonta a 87 miliardi di euro e presenta un incremento del 9,6% rispetto all’anno precedente. “Questa crescita è dovuta all’entrata in vigore nel 2010 della legge sulla tracciabilità dei flussi finanziari che ha fatto emergere circa 1.500 stazioni appaltanti, il 12% del totale, che per la prima volta si sono registrate all’Osservatorio dei contratti pubblici per la richiesta di codici identificativi di gara”.

“Il tendenziale aumento al ricorso alle procedure negoziate – ha spiegato Brienza – registrate nel 2009 nei lavori è stato confermato anche nel 2010”: circa il 30% dei contratti di importo superiore ai 150mila euro “viene affidata senza gara e il 28% del loro valore complessivo è affidato con procedura negoziata”.

Gli appalti di lavori pubblici conclusi entro il 2009, ha rilevato Brienza, “hanno mostrato un incremento della loro durata rispetto agli anni 2000-2006: la maggior durata è passata dall’85% rilevata nel periodo 2000-2006 all’89% del periodo 2006-2009, mentre la maggior durata degli appalti caratterizzati da contenzioso è passata dal 96% al 110%, denotando in questo modo la necessità di introdurre nel mercato sistemi di qualificazione per le stazioni appaltanti e sistemi premianti per le imprese che hanno comportamenti virtuosi verso la pubblica amministrazione”. Il ribasso medio di aggiudicazione nei lavori, infine, “è dell’ordine del 20% per quelli di importo al milione di euro”, mentre raggiunge valori medi dell’ordine del 27-30% per importi superiori”.

“Più di 5.000 imprese pubbliche, pari al 68%, su un totale di circa 7.300 rientranti in tale tipologia, pur essendo tenuti all’applicazione della normativa sugli appalti, disattendono sistematicamente le relative disposizioni, compresi gli obblighi di comunicazione”, è stato l’allarme lanciato dal presidente dell’Autorità. L’accertamento del fenomeno, aggiunge, “ha evidenziato che gli appalti attualmente sottratti alla concorrenza ammontano a 1,2 miliardi di euro annui”.

Published by
Maria Elena Perrero