ROMA – La cronaca diventa storia: le carte sui più grandi misteri della prima Repubblica che stavano fino ad oggi nei sotterranei del Palazzo di giustizia vengono trasferiti nell’Archivio di Stato di Roma, a disposizione degli studiosi.
Tra i misteri delle carte c’è il golpe Borghese, il delitto Moro, l’attentato a Giovanni Paolo II, il caso Wilma Montesi, i delitti di Maria Fenaroli, di Christa Wanninger, dell’uomo d’affari egiziano Faruk Chourbagi.
Sono i grandi processi celebrati davanti alla Corte d’assise di Roma tra il 1951 e il 1990, che il tribunale ha deciso di cedere all’archivio di Stato.
In tutto le carte riguardano 2.368 dibattimenti svoltisi nel corso di quattro decenni. Messi in fila occupano 792 metri di scaffalature.
Fatti di cronaca nera sui quali si divise l’opinione pubblica italiana, e che toccarono la storia dell’epoca. Come le azioni dei terroristi rossi e neri, sfociate nei processi alle Br e alle altre formazioni eversive di destra e di sinistra.
Manca però il processo per la strage di Ustica, perché l’indagine sull’abbattimento del Dc9 Itavia la sera del 27 giugno 1980 è ancora aperta, per cui le carte non possono ancora lasciare il palazzo di giustizia.
Manca anche l’omicidio di Pier Paolo Pasolini, celebrato davanti al tribunale dei minori, e quindi finirà in altri archivi.
