La società russa che ha offerto 150 milioni per l’Archivio Vasari “é sempre stata informata dell’esistenza di un vincolo”. Lo ribadisce l’avvocato che assiste la famiglia degli eredi Festarim, Alberto Marchetti, sottolineando che anche il contratto di adesione firmato con i russi e fatto pervenire al ministero e alla soprintendenza “fa espresso riferimento al vincolo”.
Gli acquirenti, spiega all’ANSA l’avvocato Marchetti, “hanno fatto pervenire già da settembre, sia al Ministero che alla Soprintendenza una comunicazione con la quale hanno confermato di essere perfettamente a conoscenza del legame esistente fra il compendio dei beni e Casa Vasari”.
Il contratto, aggiunge l’avvocato, “denunciato alle autorità competenti sin dal 23 settembre ed inviato al Ministero ed alla Soprintendenza anche in versione italiana, fa espresso riferimento al vincolo pertinenziale che grava sull’Archivio Vasari, così come la denuncia di trasferimento richiesta dalla procedura di legge che anch’essa é stata sottoscritta espressamente da tutte le parti, anche nella versione in lingua russa. Chi sostiene il contrario – conclude – probabilmente non ha visionato l’incartamento originale.”