SAN GIOVANNI ROTONDO (FOGGIA), 15 LUG – Avevano istituito veri e propri 'posti di blocco' agli ingressi della citta' per i pullman pieni di fedeli che arrivavano a San Giovanni Rotondo per visitare la tomba di padre Pio, mettevano in atto estorsioni e minacciavano anche gli autisti dei veicoli: il tutto per dirottare nei loro parcheggi i bus che arrivavano. Per questa ragione gli agenti del Commissariato di Manfredonia, in esecuzione di un'ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal gip del Tribunale di Foggia, Salvatore Casiello, su richiesta del pm Alessandra Fini, ha arrestato due persone. Si tratta dei fratelli Antonio e Graziano Armanetti, rispettivamente di 37 e 32 anni, di San Giovanni Rotondo, che dovranno rispondere di una serie di tentate estorsioni, finalizzate ad assicurare una sorta di monopolio nel settore dei parcheggi, attraverso il dirottamento nel loro parcheggio dei veicoli turistici che giungono nel centro di San Giovanni Rotondo.
Secondo l'accusa, i due fratelli effettuavano nel territorio di San Giovanni Rotondo un controllo capillare del territorio, ponendo in essere dei veri e propri posti di blocco agli ingressi della cittadina di San Pio da Pietrelcina, posizionandosi sulla strada, obbligando gli autisti a fermarsi, invogliandoli dapprima a servirsi delle loro strutture con regalie e, al loro rifiuto, costringendoli contro la loro volontà a parcheggiare presso il Parcheggio del Pellegrino, di proprietà dei fratelli Armanetti, avvalendosi della loro forza intimidatrice e minacciando danni a veicoli, che valgono centinaia di migliaia di euro. I fratelli, inoltre, seguivano poi costantemente ed insistentemente tutti i veicoli turistici in arrivo. Gli arrestati – secondo quanto accertato dagli investigatori – sono membri della mala locale e sono nipoti di Salvatore Fiorentino, detto "fraiass", esponente di spicco locale, che venne ammazzato in un agguato avvenuto proprio davanti al loro parcheggio, a San Giovanni Rotondo, sulla strada statale che collega San Giovanni Rotondo a San Marco in Lamis. Ai fratelli Armanetti vengono contestati, in particolare, tre episodi estorsivi in danno di altrettanti titolari o autisti di bus turistici giunti a San Giovanni Rotondo, episodi che risalgono a marzo e a maggio 2010: il primo in danno di un'autista di una linea laziale, il secondo avente quale vittima un autista portoghese che lavora per un'azienda svizzera, l'ultimo in danno di un autista campano.