MILANO – Bancarotta fraudolenta pluriaggravata per aver arrecato ai creditori e al Fisco un ''danno patrimoniale di rilevante gravità'', un danno che, nei confronti dell'erario, è stato quantificato in circa 16 milioni di euro. E' questa l'accusa contestata a Lele Mora, il talent scout arrestato nel pomeriggio dalla Gdf nel suo ufficio di viale Monza a Milano. L'impresario dei vip è anche imputato per il caso Ruby con le ipotesi di reato di favoreggiamento e induzione alla prostituzione di ragazze maggiorenni ed anche della minore Karima El Marough.
Come si legge nell'ordinanza di custodia cautelare in carcere, Mora, che al momento si trova negli uffici della Guardia di Finanza milanese per essere trasferito in carcere, è stato arrestato perchè, in qualità di amministratore della LM Managemen S.r.l., fallita circa un anno fa, ''distraeva somme di denaro per un valore complessivo di 8.440.850,00''.
In particolare, si legge sempre nel provvedimento, avrebbe dirottato dalle casse della società ''gli importi dei pagamenti per fatture per operazioni inesistenti, pari alla somma di € 3.381.850,00, che venivano retrocessi, in contanti'', da Marcello Silvestri, imprenditore genovese che ha patteggiato per la bancarotta in relazione alla società di Corona, a Mora.
In più, avrebbe distratto 5.059.000, dei pagamenti effettuati per conto della Immobiliare Diana Srl, ''in relazione all' acquisizione degli immobili a quest'ultima intestati''.
Infine Mora, secondo il capo di imputazione, ''teneva la documentazione contabile della LM Management S.r.l in guisa da non rendere possibile la ricostruzione del patrimonio e del movimento degli affari''. Il tutto con le ''circostanze aggravanti di aver cagionato ai creditori ed in particolare al Fisco un danno patrimoniale di rilevante gravità''. Il debito nei confronti dell'erario ''comprensivo anche di sanzioni e interessi, e', allo stato, quantificabile in oltre 16 milioni di euro''.