Asili nido Roma, niente aumenti. Tar dalla parte dei “passeggini”

Foto Ansa

ROMA – Niente aumenti delle tariffe per gli asili nido di Roma. Il ricorso del Codacons è stato accolto dal Tar del Lazio e il provvedimento di rincaro dei prezzi previsto dal Comune è stato sospeso. I genitori della “protesta dei passeggini“, che erano scesi in piazza del Campidoglio per manifestare, vincono la loro battaglia.

Il sito di Repubblica scrive:

“Gli aumenti – compresi tra il 7 per cento per le fasce Isee più basse e il 15 per cento per i redditi più alti – erano stati decisi infatti a luglio con una delibera dell’Assemblea capitolina, mentre le iscrizioni ai nidi si erano chiuse già a fine giugno. Non accadeva da 14 anni che le ‘tasse’ venissero aumentate.

E tra le modifiche è stata anche eliminata l’esenzione per il terzo figlio, anche se chi ha più di un bambino ha diritto ad alcuni sconti: del 30% sul totale delle quote per chi ha due figli al nido o per chi ne ha tre o più e ha un reddito superiore a 10 mila euro (solo se il reddito è inferiore ai 10mila euro o se la famiglia è assistita dai servizi sociali scatta l’esenzione). Così sono partiti i ricorsi e le proteste, una tra tutte quella del “movimento dei passeggini” in Campidoglio”.

L’assessorato alla Scuola di Roma aveva sottolineato che le tariffe erano comunque tra le più basse d’Italia, ma il Tar ha dato ragione ai genitori. Carlo Rienzi, presidente del Codacons, ha dichiarato:

“Siamo molto soddisfatti per la decisione del Tar , ma riteniamo che la battaglia degli utenti debba proseguire per ottenere il blocco definitivo degli aumenti tariffari e l’annullamento dei relativi provvedimenti comunali”.

E ha aggiunto:

“E’ importante che tutti i genitori si uniscano in questa battaglia perché gli aumenti sono stati disposti dal Comune senza alcuna istruttoria e quando l’anno scolastico era già iniziato, provocando così una lesione nei diritti degli utenti. Rincari avvenuti, inoltre, in un momento di grandi difficoltà economiche per le famiglie della capitale, con ripercussioni non indifferenti sui bilanci familiari”.

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