ROMA – Pochissimi posti, rette salate e mamme disperate che non rientrano al lavoro perché non sanno a chi lasciare il proprio bambino durante la giornata prima che arrivi l’età giusta per la scuola materna. Quello degli asili nido è un problema strutturale in tutta Italia, che male si concilia con le dichiarazioni del Presidente del Consiglio Mario Monti: “è una priorità del governo l’inserimento nel mondo del lavoro di donne e giovani”. Ma allora quale soluzione adottare?
Una risposta ha provato a darla la cooperativa L’Aurora onlus che gestisce l’asilo Nonna Papera di Tradate in provincia Varese. “Il meccanismo è simile a quello delle carte fedeltà dei supermercati” spiega Aldo Cipolla il presidente della onlus, “ma invece di attribuire ai clienti dei punti, i commercianti pagano l’asilo”. Come? Chi acquista in alcuni negozi convenzionati della zona, al posto di avere uno sconto immediato, ha una riduzione della retta del nido, che in questo modo può annullarsi (a seconda delle spesa effettuata chiaramente). Una formula contro la crisi per incentivare i consumi nei negozi del territorio e aiutare allo stesso tempo le famiglie ad affrontare una delle prime spese che vengono tagliate nel bilancio quando il reddito diminuisce.
Perché l’esorbitante costo medio in Italia per mandare il proprio figlio ad un asilo nido comunale è poco più di 300 euro al mese, che su dieci mesi di utilizzo porta la spesa annua per ogni singola famiglia a più di 3 mila euro. La spesa aumenta poi quando si parla di privati, spesso l’unica alternativa alla scarsità di posti e alle problematiche di accesso nelle strutture pubbliche, dove le lista d’attesa sono più che chilometriche. L’iniziativa è stata messa in piedi circa un anno fa e oggi è stata allargata anche alla struttura infantile Go-Ol di Gornate Olona, il paesino vicino, che ha ottenuto già i primi riscontri. Hanno aderito negozi di abbigliamento per bimbi, di calzature da donna, di articoli sportivi, di impianti elettrici, di accessori e un’ottica: insomma in questi esercizi i genitori dei piccoli che vanno in uno dei due asili ottengono degli sconti che non vanno a diminuire il costo della merce acquistata, bensì quello dell’asilo nido.
L’importo viene versato dal negoziante all’asilo che lo fa figurare come pubblicità o donazione e va a diminuire la retta del bambino. E’ come se i commercianti pagassero l’asilo invece del parcheggio ai loro clienti, guadagnandone in immagine sociale, ma non solo. In questo circuito virtuoso infatti i vantaggi ci sono da ambe le parti: il negozio ottiene clienti e fidelizza le famiglie; i genitori ottengono rette più leggere. Ora non resta che allargare la rete dei negozianti e aiutare il territorio ad affrontare la crisi. Partendo da una semplice spesa.
