VIBO VALENTIA, 20 SET – Prima ha cercato di dissuadere il farmacista che voleva rilevare la sua attivita' con velate minacce, poi, ad asta conclusa, ha cercato di impedire che riuscisse a trovare un immobile nel quale impiantare l'attivita'.
Sono questi comportamenti che hanno indotto il gip di Vibo Valentia a contestare anche l'accusa di estorsione a carico del farmacista Pasquale Antonio Purita, di 50 anni, assessore alla sanita' del Comune di Zambrone, e della moglie Carmelina Accorinti, arrestati stamani anche con l'accusa di bancarotta fraudolenta da carabinieri e guardia di finanza.
Dalle indagini condotte dai carabinieri della Compagnia di Tropea e' emerso che dopo l'aggiudicazione della licenza dell' attivita' fallita dei coniugi Purita da parte di un altro farmacista, l'arrestato e' intervenuto su proprietari di immobili per impedire che questi ultimi cedessero in locazione al vincitore dell'asta locali nei quali avviare l'attivita' di farmacia.
Inoltre, per osteggiare la nuova farmacia, Purita e la moglie continuavano ad esercitare in forma sommersa la loro attivita' tenendo, nonostante la chiusura per fallimento, confezioni di medicinali vendibili esclusivamente dietro presentazione di ricetta medica e recandosi in altre farmacie di Tropea per depositare ricette mediche raccolte a Zambrone al fine di ritirare i relativi medicinali da ridistribuire.
I finanzieri del nucleo di polizia tributaria di Vibo, dal canto loro, hanno accertato che Purita, nel corso della procedura fallimentare, aveva ceduto risorse finanziarie e parte del patrimonio immobiliare cedendolo alla societa' Aramoni costituita apposta e rappresentata legalmente dalla moglie.
Purita, infine, e' accusato anche di falsita' ideologica per aver falsamente attestato dinanzi ad un pubblico ufficiale il trasferimento di un ramo d'azienda dell'impresa fallita.