”Una paralisi complessiva del sistema”, con la ”chiusura dei tribunali”, e l’ impossibilità per le imprese e i privati di partecipare a gare di appalti e concorsi. E’ quello che si rischia con il blocco dal primo gennaio scorso dell’assistenza informatica agli uffici giudiziari. Per questo l’Associazione nazionale magistrati annuncia una ”protesta forte e decisa” e parla di ”colpo finale” del governo a una ”macchina che ha già enormi difficoltà di funzionamento”.
”L’assistenza informatica consente il funzionamento della macchina giudiziaria: se si ferma il rischio serio – dice il segretario dell’Anm Giuseppe Cascini- è la paralisi degli uffici giudiziari e del sistema”. Il che significa ”la chiusura dei tribunali” e dunque innanzitutto ”il blocco dell’attività processuale”, ma non solo: diventerà impossibile il rilascio di certificati e di copia degli atti dei procedimenti, con conseguenze pesantissime sul sistema socio-economico”. ”I tribunali chiuderanno e se si blocca un ufficio essenziale per la vita del Paese le imprese non potranno più partecipare a una gara di appalto, perché non avranno la certificazione necessaria, e nemmeno iscrivere una causa a ruolo”, spiega Cascini.
E lo stesso problema si porrà per chi intende prender parte a un concorso pubblico. Una situazione drammatica che è il ”segno della grave disattenzione ai problemi di funzionamento della giustizia”, dice Cascini, che punta l’indice innanzitutto, ma non solo, sul ministro Alfano: ”sino a una settimana fa abbiamo sentito esponenti del governo che magnificavano l’informatizzazione degli uffici giudiziari; ma le bugie hanno le gambe corte: ora scopriamo l’amara verità che ci tolgono quel poco che gli uffici hanno realizzato con mezzi propri”. Con il Guardasigilli la polemica è diretta: ”il bilancio della sua attività non può che essere la registrazione di un fallimento annunciato, visto che si è occupato esclusivamente di questioni che hanno appassionato il dibattito politico, disinteressandosi del funzionamento della giustizia, di cui secondo la Costituzione è il responsabile”. Senza dire dell”’atteggiamento di chiusura” tenuto dal ministro sulle proposte per ”recuperare risorse e ridurre le spese”. ”La situazione è ormai al limite di guardia” aggiunge Cascini, che annuncia che l’Anm convocherà ”al più presto” i propri organismi direttivi ( il 12 gennaio la giunta, il 15 il parlamentino) per ”assumere decisioni forti”: ”la nostra protesta sarà decisa”.
