TORINO – ''Non sono un giustiziere''. Queste le prime parole pronunciate tra le lacrime da Pierangelo Conzano, 49 anni, dopo la sentenza che lo ha assolto per legittima difesa. Il gioielliere lo scorso anno aveva ucciso il rapinatore Francesco Procopio. Conzano, seduto vicino al suo legale, Stefano Castrale, e' scoppiato a piangere subito dopo la lettura del dispositivo.
''Sono stato accusato – ha detto il gioielliere rispondendo alle domande dei cronisti – di essere una sorta di giustiziere, paragonato ad alcuni film che non c'entrano niente con quanto e' accaduto. Ma, in 30 anni che ho il porto d'armi, non avevo mai sparato neppure un colpo e' stata soltanto una tragica fatalita': in quei momenti ho pensato soltanto a difendermi''.
Conzano ha poi raccontato che la vicenda gli ha provocato anche ripercussioni sul lavoro: ''In molti – ha detto – vengono nel mio negozio soltanto per morbosita', mentre altri mi chiedono ancora se ho riaperto, quando in realta' non ho mai chiuso''.