
ROMA – Ci sarebbero anche due polizze vita a favore di due fondazioni, per un valore totale di 20 milioni di euro, nell’eredità contesa di Aurelia Sordi, la sorella di Alberto morta domenica 10 ottobre. Il condizionale al momento è d’obbligo, però: il testamento verrà aperto solo lunedì 20 ottobre.
A scrivere di queste polizze è la cronista del Messaggero Sara Menfra, che spiega che la “signorina” Aurelia Sordi, al momento della firma degli atti, aveva deciso di dividere il tesoro del fratello (che ammonterebbe a circa 100 milioni di euro) in tre parti. Nel testamento da lei dettato l’erede universale è la Fondazione Museo Alberto Sordi, attraverso la quale la villa dei Sordi con vista sulle Terme di Caracalla verrà probabilmente aperta ai visitatori.
Solo in questi giorni si è però anche scoperto che Aurelia Sordi ha sottoscritto anche due polizze vita, ognuna di circa dieci milioni ciascuno, a favore di altre due fondazioni intitolate e fondate da Alberto Sordi. La fondazione “Anziani”, istituita nel 1992 al Campus Biomedico (ospedale a sua volta nato grazie ad un lascito di Sordi) e presieduta dall’avvocato Giorgio Assumma, e la fondazione “Giovani”, che nel 2001 Sordi aveva affidato all’attuale cardinale Gianfranco Ravasi, e del cui Consiglio di amministrazione fa parte anche il presidente di Bnl, Luigi Abete.
La situazione si complica. Attualmente, infatti, il presidente del Cda di questa fondazione è Giambattista Faralli, lo stesso ex broker presidente della Fondazione Museo e autore della denuncia da cui è scattata l’inchiesta sul presunto raggiro ai danni di Aurelia Sordi da parte dell’ex autista e tuttofare di casa Sordi, Arturo Artadi.
Proprio Artadi adesso può non solo tornare nella villa, dopo la revoca dell’interdizione da parte del pubblico ministero, ma potrebbe anche diventare membro del Cda della Fondazione Museo e occuparsi proprio della gestione dei beni ereditati dal nuovo ente.
