Bamboccione diffidato, genitori: “Non ne possiamo più”

VENEZIA, 20 SET – ''Non ne possiamo piu'. Mia moglie accusa problemi di stress e in questi giorni e' ricoverata all'ospedale'': con queste parole di premessa, ricorda l'avvocato Andrea Campi, legale dell'Adico di Mestre, un anziano padre ha chiesto all'associazione Difesa Consumatori di trovare la strada per fare in modo che il figlio, di 41 anni, se ne vada di casa.

Un caso tipico di quelli che, in un gergo ormai diffuso, si chiamano 'bamboccioni'': ''ha un buon lavoro – ha detto ancora il padre all'Adico – ma continua a restare in casa e vuole gli abiti stirati e lavati e i pranzi pronti. Non intende proprio andarsene''.

L'associazione, fatto compilare l'apposito modulo, ha cosi' fatto partire la procedura usata in tanti altri casi – ''una decina nell'ultimo anno'' dice Campi – ed e' partita una lettera di diffida. ''Abbiamo chiesto che lasci la casa in una decina di giorni – sottolinea il legale -; se questo non avviene poi si va davanti al giudice''.

Il 'diffidato' si e' anche fatto sentire alcuni giorni dopo, lasciando un messaggio in segreteria, e ha detto che in famiglia si stava cercando una soluzione. Ma, a quanto pare, non sarebbe cambiato nulla.

Campi rileva che l'anziano, a nome anche della moglie, aveva deciso di rivolgersi all'Adico, una quindicina di giorni fa, ''perche' aveva letto che avevamo affrontato altri casi simili'' e , tra tutti, cita quello di un quarantenne di famiglia benestante che non voleva andarsene dall'abitazione dei genitori a Venezia.

''La pratica – aggiunge il legale – si e' poi conclusa felicemente, dopo che siamo andati due volte davanti al giudice. Lui se ne e' andato, e il padre gli ha dato un po' di aiuto economico''. In casa, pero', pare abbiano cambiato la serratura al portone d'ingresso.

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