TORINO, 26 LUG – I No Tav continuano a far sentire la loro voce. A Susa (Torino) mandano in scena una dimostrazione contro l'Italcoge, la ditta che sta preparando l'allestimento del cantiere della ferrovia Torino-Lione, radunandosi – alle 6:30 del mattino – all'ingresso: per un paio d'ore non partono i camion che dovrebbero raggiungere il luogo dei lavori, corrono fischi e slogan, arrivano i Carabinieri e la tensione si scioglie. Poi e' la volta di un sit-in al mercato. Ma il gesto che tiene banco per una buona parte della giornata e' l'innalzamento delle bandiere.
Un primo vessillo spunta su un pennone davanti ai cancelli dell'Italcoge. Il secondo, quello che desta le vibrate proteste – soprattutto su Facebook – del mondo politico, e' quello che viene issato accanto al tricolore che sventola sull'aiuola dedicata ai Caduti del Mare valsusini: qui sorge un equivoco, perche' per effettuare la manovra bisogna abbassare per qualche istante lo stendardo bianco-rosso-verde e c'e' chi, da piu' parti, grida al vilipendio perche' ritiene che il Tricolore sia stato sostituito.
''Vorra' dire – dicono i No Tav smentendo la profanazione – che organizzeremo un momento in cui i marinai della Valle di Susa faranno presente la loro vicinanza al nostro movimento''. La bandiera No Tav viene comunque rimossa dopo l'arrivo dei Carabinieri della Compagnia di Susa.
All'Italcoge, i cui camion ieri erano diventati il bersaglio di un attacco incendiario (ma i No Tav negano esser coinvolti, ''non e' nel nostro stile''), lamentano di essere rimasti bloccati per almeno un paio d'ore. Ci sono stati insulti, sputi, scritte offensive e persino – riferiscono le forze dell'ordine – tentativi di svitare il tappo del serbatoio degli automezzi.
I No Tav negano, ma le condanne fioccano e sono bipartisan: per l'assessore regionale ai trasporti, Barbara Bonino, ''si e' passato il segno'', per Emanuele Fiano e Stefano Esposito (Pd) l'episodio e' ''gravissimo'', per Stefano Allasia (Lega) ''bisogna fermare i maniaci della guerriglia'', Teresio Delfino (Udc) invoca la ''tolleranza zero'' contro i violenti mentre un politico molto conosciuto in Valle, Antonio Ferrentino, consigliere provinciale Sel e sindaco di Sant'Antonino, ritiene l'accaduto ''scandaloso''.
Quasi centocinquanta fra docenti universitari e ricercatori delle facolta' di tutta Italia hanno rivolto, oggi, un appello a Giorgio Napolitano chiedendo che si possa ''rimettere in discussione in modo trasparente e oggettivo la necessita' dell'opera''.
In Valle di Susa le manifestazioni continueranno nei prossimi giorni. Oggi, al mercato, e' stata allestita una vera e propria bancarella con esposte le cartucce (parecchie decine) dei lacrimogeni sparati dalle forze dell'ordine negli scontri delle ultime settimane.
Il ''campeggio No Tav'' – la tendopoli che sorge alle porte delle recinzioni – non chiudera' prima di sabato 30, quando si terra' il grande appuntamento conclusivo: la marcia da Giaglione a Chiomonte.
