BARI, 12 LUG – ''L'indagine riparte da zero, affidata ad un nucleo di specialisti di reati sui minori oltre alla sezione della squadra mobile che procedera'''. Lo ha detto il procuratore capo di Bari, Antonio Laudati, commentando la vicenda della bambina barese vissuta per anni in stato di degrado e trattata come un cane e per la quale qualche giorno fa era stata chiesta l'archiviazione poi ritirata per volonta' del procuratore. La bambina – e' stato scoperto un anno fa – viveva nella cuccia del suo cagnolino, non sapeva parlare e abbaiava, e mangiava nella ciotola del suo cane. In uno stato di degrado vivevano anche i suoi genitori, il padre, che nel frattempo e' morto, e la madre che e' assistita dai servizi sociali.
''Ho preso il fascicolo ieri – ha detto Laudati – e leggendolo confesso di aver trovato momenti di commozione perche' la storia di questa bambina che ora ha 10 anni, per tutti noi rappresentanti della societa', deve costituire un monito. L'indagine era partita per abusi sessuali che la bambina ha evidentemente ricevuto e che le indagini non sono riuscite a ricostruire a pieno ma questa vicenda ha altri aspetti importanti da chiarire''. ''La bambina era assistita da un'insegnante di sostegno, frequentava una scuola, gli assistenti sociali ogni 15 giorni visitavano la casa. Per cui – ha aggiunto Laudati – credo che l'ipotesi investigativa da perseguire sia l'abbandono di minori e i maltrattamenti, per individuare responsabilita' dirette o indirette sotto il profilo dell'omissione di comportamenti, perche' a me pare incredibile che una situazione di questo tipo non sia stata fronteggiata''. ''Le indagini sui minori sono difficili soprattutto su una minore che non e' capace di parlare e di relazionarsi. Bisogna innanzitutto – ha aggiunto il procuratore – accertare eventuali responsabilita' intrafamiliari e il grado di imputabilita', la capacita' di intendere e volere dei genitori''. ''Una societa' civile come la nostra e una citta' evoluta e moderna come Bari non possono permettersi casi di questo tipo. Dobbiamo dare subito una soluzione – ha concluso il procuratore – e questo caso deve servire perche' storie di questo tipo non si ripetano''.