BARI, 14 MAR – Il gup del Tribunale di Bari, Marco Guida, ha condannato alla pena di 6 anni di reclusione la 30enne di origini brasiliane che nel 2010 avrebbe ridotto in fin di vita il figlio di soli 7 mesi. Il piccolo Graziano di Gioia del Colle (Bari), e' stato ricoverato nel reparto di rianimazione del Policlinico di Bari in stato di coma per mesi, a partire dall'agosto 2010, quando la mamma fu arrestata e condotta nel carcere del capoluogo pugliese. Attualmente la donna e' agli arresti domiciliari ed e' incinta. E' stata inoltre dichiarata sospesa dall'esercizio della potesta' genitoriale per una durata pari al doppio della pena inflitta. La 30enne, dichiarata dal giudice socialmente pericolosa avendole riconosciuto il "vizio parziale di mente", è stata condannata ad ulteriori tre anni di libertà vigilata, a pena espiata, con affidamento congiunto al Centro Salute Mentale e ai servizi Sociali territorialmente competenti. La donna risponde dei reati di maltrattamenti aggravati e lesioni gravissime.
Il bimbo, diventato cieco e con danni cerebrali irreversibili in seguito alle sevizie subite, venne ricoverato l'11 agosto del 2010 con fratture a costole, dita delle mani, femore e omero, escoriazioni in varie parti del corpo, trauma cranico, unghie tirate, ferite da morsi e bruciature. Stando alle indagini della Procura e alle testimonianze raccolte, la giovane mamma percuoteva il bambino per punire il padre: sfogava sul piccolo la rabbia e il desiderio di vendetta per le continue liti con il compagno 36enne, a processo con le stesse accuse. Fu proprio lei a confessare le atroci sevizie che da tempo perpetrava nei confronti del figlio.
