Bari. Vittima di usura denuncia tassi del 450%, arrestati membri clan italo-albanese

Aveva chiesto un prestito di 10.000 euro ma, in otto anni, ha dovuto versare ai suoi strozzini cento volte di più: un milione di euro. Le percentuali di interessi usurari, infatti, variavano dal 30% al 450%. Stanco di pagare e di essere vessato, un professionista barese si è ribellato agli aguzzini e, grazie alla sua denuncia, sono partite, nel novembre del 2009, le indagini della guardia di finanza che hanno portato giovedì all’arresto di sette persone e al sequestro di beni, mobili e immobili, per un valore di quattro milioni di euro.

Le persone arrestate sono accusate, a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata all’usura, estorsione, riciclaggio, esercizio abusivo di attività  finanziaria e del credito. Dei sette arrestati cinque sono finiti in carcere, due ai domiciliari. Tra questi ultimi Michele Mangino, di 65 anni, ritenuto a capo dell’organizzazione, già arrestato nel dicembre 2009. L’uomo, ex operaio emigrato in Germania, aveva – secondo l’accusa – investito pensione e Tfr nell’illecita attività dei prestiti ad usura.

L’altro indagato ai domiciliari è Domenico Gianpalma, 44 anni barlettano, titolare del bar Amarcord, da cui è stato dato il nome all’operazione. L’uomo avrebbe riciclato il denaro ottenuto illecitamente. Durante le perquisizioni compiute in locali riconducibili a Ginapalma, i militari hanno trovato e sequestrato cambiali e assegni per un valore di 790.000 euro. Si stima che al 44enne andasse il 10% del denaro riciclato.

I finanzieri hanno sequestrato anche 28 conti correnti bancari, dieci automobili, sette beni immobili fra Trani e Barletta, il 50% delle quote societarie della Dibenedetto-Gianpalma, cui fa capo il bar di Gianpalma, lo stesso bar e un negozio di antiquariato di Bisceglie. Le altre persone arrestate sono due albanesi residenti da tempo a Barletta – Idajede Kurti, donna di 50 anni e Igli Kamberi, di 25 – che avevano il compito di recuperare i crediti, il tranese Domenico Del Negro, di 58, l’andriese Giuseppe Asseliti di 39, e Carmine Canaletti, tranese di 35.

Sono 40 i casi di usura accertati, cinque quelli di estorsione e dieci le operazioni di prestito a tassi che sfiorano l’usura e, comunque, prestiti illeciti, visto che i privati cittadini non possono, per legge, prestare denaro ad interesse.

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