ANCONA, 11 SET – Lo stabilimento Fincantieri di Ancona, dove oggi Benedetto XVI celebra la messa conclusiva del XXV Congresso Eucaristico nazionale, e' uno degli otto siti produttivi in Italia della societa' cantieristica erede della grande tradizione italiana in campo navale e tra i principali gruppi navalmeccanici al mondo.
Il cantiere, investito dalla crisi del settore, ha 550 dipendenti su 580 in cassa integrazione. Ma proprio in questi giorni l'amministratore Giuseppe Bono ha annunciato che il lavoro riprendera' ad ottobre con nuove commesse. Lo stabilimento si estende su un'area di oltre 373.000 mq (77.000 coperti), con un bacino di 240 per 55 metri, profondo 9 metri, dotato di una gru a cavalletto alta 55 metri e altre 8 gru.
Lo stabilimento attuale ''discende'' dall'arsenale costruito nel 1843 dallo Stato Pontificio (e arsenale e' ancora il oggi il nome dato comunemente dato alla struttura, mentre i lavoratori sono chiamati 'arsenalotti'), ma l'attivita' di costruzione di navi e imbarcazioni risale ad Ancona a tempi lontanissimi, sin dalla fondazione della citta' da parte dei Siracusani nel VI secolo a.C. Un arsenale fu costruito nel II secolo d.C. dall'imperatore Traiano e un altro tra l'VIII e il IX secolo, riqualificato in epoca rinascimentale e successivamente nel 1732 ad opera del Vanvitelli. Quello del 1843 e' l'arsenale 'moderno', confluito poi nel 1899 nella societa' Cantieri Liguri Anconetani, che da' al sito il suo attuale assetto. Lo stabilimento e' stato ceduto nel 1912 ai 'Cantieri Navali riuniti' della famiglia Piaggio, che mantiene la proprieta' fino al 1970, anno in cui passa all'Iri. Nel 1984 viene conferito alla Fincantieri.
Nell'ultimo secolo di attivita' le navi realizzate nel cantiere di Ancona sono state oltre 300, compresi il transatlantico ''Regina Elena'' agli inizi del '900 e piu' recentemente il troncone di prua della nave da crociera ''Disney Magic''. Le ultime unita' consegnate sono navi da crociera di medie dimensioni.
