ANCONA, 11 SET – La ''forza del potere e dell'economia'' non sono sufficienti da sole a organizzare le societa': ''l'uomo cade spesso nell'illusione di poter trasformare le pietre in pane'', ma non si possono mettere da parte Dio, i valori, l'etica, confinandoli al privato, e ''certe ideologie'' che hanno tentato di farlo, cercando solo di assicurare ''a tutti sviluppo'' e ''benessere materiale'', hanno fallito, dando agli ''uomini pietre al posto di pane''.
E' il messaggio del Papa nella sua omelia durante la messa della giornata conclusiva del Congresso Eucaristico ad Ancona. Una messa celebrata nell'area dei cantieri navali, davanti a tanti operai di aziende in crisi e allo loro famiglie.
''Dopo aver messo da parte Dio, o averlo tollerato come una scelta privata che non deve interferire con la vita pubblica – sono state le parole del Papa – certe ideologie hanno puntato a organizzare la societa' con la forza del potere e dell'economia. La storia ci dimostra, drammaticamente, come l'obiettivo di assicurare a tutti sviluppo, benessere materiale e pace prescindendo da Dio e dalla sua rivelazione si sia risolto in un dare agli uomini pietre al posto del pane''.
''Il pane, cari fratelli e sorelle – ha sottolineato Benedetto XVI – e' 'frutto del lavoro dell'uomo', e in questa verita' e' racchiusa tutta la responsabilita' affidata alle nostre mani e alla nostra ingegnosita'; ma il pane e' anche, e prima ancora, 'frutto della terra', che riceve dall'alto sole e pioggia: e' dono da chiedere, che ci toglie ogni superbia e ci fa invocare con la fiducia degli umili: 'Padre dacci oggi il nostro pane quotidiano''.
Secondo il Papa "serve un nuovo modello di sviluppo, ''uno sviluppo sociale positivo, che ha al centro la persona, specie quella povera, malata o disagiata''.
Nella giornata conclusiva del Congresso Eucaristico, Benedetto XVI ha condotto una riflessione sull'eucarestia e sul suo significato nella vita quotidiana, anche e soprattutto nell'attuale momento storico e in questa fase di crisi economica e di valori.
L'Eucaristia sostiene e trasforma l'intera vita quotidiana'', e ''ci strappa dal nostro individualismo'', ha detto il Papa. ''Chi sa inginocchiarsi davanti all'Eucaristia, chi riceve il corpo del Signore – ha rimarcato – non puo' non essere attento, nella trama ordinaria dei giorni, alle situazioni indegne dell'uomo, e sa piegarsi in prima persona sul bisognoso, sa spezzare il proprio pane con l'affamato, condividere l'acqua con l'assetato, rivestire chi e' nudo, visitare l'ammalato e il carcerato''.
"Spesso – ha aggiunto Benedetto XVI – confondiamo la libertà con l'assenza di vincoli, con la convinzione di poter fare da soli, senza Dio, visto come un limite alla liberta'. E' questa un'illusione che non tarda a volgersi in delusione, generando inquietudine e paura e portando, paradossalmente, a rimpiangere le catene del passato''.
