
ROMA -Il caso è quello relativo alla consulenza che Manutencoop ha assegnato alla società Housetech di Carlo Brigada: è socio in affari del figlio di Benito Benedini, presidente dell’ente Fiera di Milano. L’inchiesta della magistratura, partita da un esposto in Procura dell’ex amministratore delegato di Fiera Milano Enrico Pazzali, mira a capire se la consulenza mascheri in realtà una tangente per l’ottenimento da parte della cooperativa emiliana dell’appalto da 25 milioni assegnato dalla Fiera.
Il retroscena pubblicato dal Fatto Quotidiano racconta l’ira del presidente Benedini quando, convocato in Procura, in preda all’ira, avrebbe minacciato (“Vi caccio tutti a calci”) quelli che considera delatori (Pazzali che in effetti non è stato confermato) che avrebbero dovuto segnalare la vicenda all’amministrazione Fiera prima di spifferare tutto ai giudici. Gaia Scaciavillani ricostruisce l’episodio.
Ed è stata proprio questa mossa, non la consulenza, a far perdere la testa a Benedini che pure con il socio del figlio condivideva gli affari in un’altra azienda, la Itd. Convocato dagli investigatori nel marzo scorso, come si legge negli atti dell’inchiesta – al momento in attesa della pronuncia del Gip sull’opposizione di Pazzali alla richiesta di archiviazione formulata dalla Procura – il 27 marzo 2015 il Cavaliere “si presentava in questi Uffici, in occasione della verbalizzazione, alquanto adirato nei confronti dei vertici di Fiera Milano, in particolare di Enrico Pazzali, sottolineando, fuori verbale, che quest’ultimo avrebbe dovuto rivolgersi a lui e non fare denuncia alla Procura della Repubblica. Continuava a ripetere, in evidente stato di agitazione, che per questa cosa li avrebbe cacciati via tutti a calci da Fiera Milano”.
Parole imputabili esclusivamente all’agitazione del momento e che un uomo delle istituzioni del calibro di Benedini non pensava affatto? Non si direbbe, visto che di lì a poche settimane Pazzali veniva effettivamente messo alla porta. Proprio nei giorni della deposizione, infatti, la Fondazione Fiera – un ente di diritto privato che però svolge funzioni “di interesse generale, senza fini di lucro e la cui gestione è ispirata a criteri di efficienza ed economicità” e i cui vertici sono nominati da Regione Lombardia, Comune di Milano, Camera di Commercio ePresidenza del Consiglio dei ministri – in quanto azionista di maggioranza di Fiera Milano, stava stilando la lista dei candidati per il rinnovo dei vertici della partecipata che in quelle settimane era anche alle prese con l’imminente apertura dell’Expo.
