Nei casi più gravi, come acqua nel gasolio o erogazione di carburanti inferiore dell’8-10%, i gestori (11 in tutto) sono stati denunciati alle procure della Repubblica territorialmente competenti per frode in commercio o uso di strumenti di misura alterati; 59 tra colonnine e pistole erogatrici sono state sequestrate.
L’erogazione di quantitativi falsati e la miscelazione dei prodotti petroliferi con acqua o altre sostanze, oltre a fornire agli utenti un prodotto scadente (e dannoso per la meccanica), consente ai gestori di creare “riserve occulte di carburante venduto separatamente”.