
ROMA – Lo condannano (per la seconda volta) ma è morto da due anni. E’ la storia, raccontata dal Messaggero, di Bernardino Budroni, quarantenne che nel 2011 cercò di sfondare a picconate il portone dell’ex fidanzata e che invece rimase ucciso da un colpo di pistola di un agente dopo un inseguimento sul grande raccordo anulare.
Il tribunale di Tivoli, in questi giorni, ha disposto con sentenza che Budroni debba pagare un’ammenda di 150 euro per la detenzione abusiva in casa di una carabina a piombini.
Già nel 2012 Budroni,era stato condannato a due anni e quattro mesi di reclusione perché nel 2010 si era appropriato della borsa di un’altra fidanzata. Allora come oggi, a raccogliere gli avvisi, ci sono i parenti.
“Per la morte di Dino Budroni è sotto processo un agente accusato di omicidio colposo. Noi non escludiamo il volontario. Quando è partito il colpo la Focus di Budroni era quasi ferma. Ci dispiace che in una giustizia immersa da un oceano di arretrati si disperdano le energie per processare i morti. La morte estingue il reato” dice l’avvocato di famiglia, Fabio Anselmi.
“Piuttosto” dice Claudia Budroni al Messaggero “si indaghi su chi viola la tomba di mio fratello strappando foto e ricordini, abbiamo presentato già sei denunce”
