ROMA – Bicarbonato di sodio per curare un tumore al cervello. E’ la “cura” cui รจ stato sottoposto Luca Ernesto Olivotto, un ragazzo catanese di 28 anni, che a giugno 2012 aveva scoperto di avere un tumore al cervello in fase avanzata. Tumore che i medici dichiararono non operabile, per questo la sua famiglia e lui si sono affidati alle speranze offerte da una terapia “miracolosa”. Quella proposta da Tullio Simoncini, ex medico, radiato dall’Ordine da 20 anni, che proposto la terapia a base di bicarbonato in una clinica a Tirana.
Nella capitale albanese Luca รจ arrivato a ottobre 2012, dove รจ morto. Sulla vicenda รจ stata aperta un’inchiesta. I consulenti della procura di Catania l’11 settembre fanno sapere che: “Le manifestazioni cliniche cui andรฒ incontro il paziente Luca Ernesto Olivotto durante la degenza nella struttura “Universal Hospital Group” di Tirana sono riconducibili agli effetti della somministrazione di bicarbonato di sodio”. Lo scrivono i consulenti della Procura di Catania, delegata dal pm Attilio Pisani della Procura di Roma, titolare delle indagini sulla causa che ha determinato il decesso di Olivotto
Secondo Simoncini il cancro รจ un fungo da debellare con infusioni massicce di bicarbonato di sodio.ย Nelle conclusioni degli esami svolti i consulenti scrivono che il giovane รจ deceduto per “una gravissima alcalosi metabolica da somministrazione endoarteriosa di bicarbonato”. Non dal tumore, insomma, che forse avrebbe lasciato al giovane solo qualche settimana o mese in piรน. Il 16 ottobre 2012 Olivotto, cui nel giugno del 2012 era stato diagnosticato un tumore al cervello, era stato accompagnato a Tirana dai propri genitori, Olindo e Silvana Olivotto, persuasi dalla bontร della terapia. Secondo quanto sostengono i familiari del ragazzo, sarebbero stati spesi anche 20mila euro per accedere alle cure proposte da Simoncini.
รน”Contrariamente a quanto invece dichiarato dallo stesso Simoncini – secondo il quale il ragazzo era giร gravissimo al momento del ricovero – non vi รจ alcuna relazione tra la morte ed il tumore, che non volgeva affatto alla fase terminale”, scrivono in una nota i genitori del ragazzo. “Luca รจ entrato con le sue gambe nella clinica di Tirana – dicono i genitori. La sera prima del trattamento rideva e scherzava con noi al ristorante. Lo abbiamo visto soffrire sempre di piรน, fiala dopo fiala, ma Simoncini ci rassicurava, dicendo che si trattava di una reazione normale e che il male stava regredendo grazie al bicarbonato” . Secondo l’avvocato Francesco Lauri che assiste la famiglia assieme all’avvocato Giovanna Zavota, la consulenza appena depositata “รจ un primo passo verso un processo che, ci auguriamo, inchioderร Simoncini e gli altri medici che lo hanno coadiuvato definitivamente alle sue responsabilitร ”.
