GENOVA – ”L’atteggiamento complessivamente inerte e omissivo della Mathas è una conferma indiretta del suo coinvolgimento nella morte del figlio Alessandro”. E’ uno dei passaggi della motivazione della sentenza di condanna a 26 anni nei confronti del broker di 29 anni, Giovanni Antonio Rasero, compagno occasionale di Katerina Mathas, accusato di omicidio volontario pluriaggravato del piccolo di Ale, di 8 mesi, avvenuto in un residence di Nervi nel marzo 2010.
Nella motivazione di oltre 200 pagine depositate si parla anche di ”atteggiamento omertoso” della Mathas. E proprio quell’atteggiamento avrebbe inchiodato, secondo quanto ritengono i giudici della Corte d’assise, la ragazza alle sue responsabilita’ nel delitto. Per questo i giudici, lo scorso 24 gennaio, avevano trasmesso gli atti del processo alla procura, chiedendo al pm di indagare ancora sulla donna.
”L’intera condotta della Mathas – scrivono i giudici – pare artificiosamente preordinata al fine di non rivolgere a Rasero delle domande ‘scomode’ e ciò allo scopo di non trovarsi, a sua volta, in difficolta’ in seguito alle ‘contestazioni’ che avrebbe potuto ricevere da parte di Rasero”.
”I due protagonisti all’indomani dell’omicidio – proseguono i giudici – si mostrano inscindibilmente ‘avvinti’ da questo singolare atteggiamento di ‘reciproca tolleranza’ che non trova altra logica spiegazione se non quella che risiede nella comune consapevolezza di avere in qualche modo contribuito all’ omicidio”.