ROMA, 13 LUG – ''Io come tutti i cittadini con questa legge diventiamo vittima dei conflitti di potere, vittime sacrificali di una vendetta contro la magistratura che ha avuto l'unica colpa di rispondere alle nostre domande citando la Costituzione e la convenzione di Oviedo. Che ha sottolineato come le decisioni non vanno prese al posto o per conto del malato''. E' quanto afferma a Repubblica Beppino Englaro dopo l'approvazione alla Camera del testo di legge sul fine vita rievocando la vicenda della figlia Eluana.
Per Englaro si tratta di un ''provvedimento da stato etico: loro decidono quello che e' giusto o sbagliato per me''. ''Spero che tutti lascino scritte le loro volonta' e che questa legge venga impugnata, che alla fine venga riconosciuto a tutti il diritto a decidere sulla propria salute e vita''.