PADOVA, 13 SET – Si torna a parlare di fine vita e disposizioni per evitare l'accanimento terapeutico a Padova dove stasera il consiglio comunale ha iniziato il dibattito su diversi testi che prevedono, con modalità diverse, un registro apposito per il cosiddetto "testamento biologico".
La discussione è destinata a protrarsi ben oltre la mezzanotte: da una parte una proposta "morbida" del Pd, ed altre due più organiche presentate dalla consigliera Marina Macin di Sel (Sinistra ecologia e libertà) ed un altra della presidente del consiglio comunale Daniela Ruffini. Alla discussione hanno preso parte soprattutto i consiglieri di maggioranza viste anche le assenze o la limitata presenza in aula della minoranza, con la sola rappresentanza della Lega Nord al completo.
Sulla questione si è espressa nel pomeriggio l'associazione organica alla Curia di Padova, "Movimento per la vita" che in una nota diffusa alla stampa ricorda che "Non è stata ancora approvata una legge dello Stato che regolamenti i così detti "testamenti biologici", più correttamente definiti come "dichiarazioni anticipate di trattamento". La materia rientra nell'esclusiva competenza del legislatore nazionale – ricordano nella nota gli associati del movimento per la vita – e il relativo Disegno di Legge attende ora di essere discusso in Senato dopo la sua recente approvazione alla Camera dei Deputati.
Le attuali iniziative non garantiscono che i biotestamenti, che peraltro esprimono per il futuro una volontà relativa a situazioni che il più delle volte non si conoscono affatto, siano redatti a seguito della necessaria riflessione e della preventiva informazione medica e non sull'onda emotiva di vicende umane dolorosissime che tanto hanno coinvolto e coinvolgono tuttora l'opinione pubblica".
