Biotestamento, valdesi: "Era meglio senza legge"

ROMA, 13 LUG – ''Non e' una legge sulle direttive anticipate di fine vita, ma una legge contro l'eutanasia''. E' il commento di Luca Savarino, coordinatore della Commissione bioetica della Tavola valdese, al testo approvato ieri dalla Camera. Sottolineandone il carattere ancora piu' ambiguo e restrittivo rispetto al testo originario del ddl Calabro' – gia' fortemente criticato dalla Commissione bioetica della Tavola valdese – Savarino afferma che ''invece di ampliare le liberta' individuali, le restringe. L'unica preoccupazione sembra quella di limitare il raggio d'azione del singolo, la sua libera scelta'', aggiungendo che ''a questo punto e' meglio nessuna legge che una che sancisce la vita umana come bene indisponibile''.

''Di fronte a questo testo e' di gran lunga preferibile l'attuale vuoto legislativo, e nel caso, il ricorso al giudice – aggiunge -. Non solo e' una legge che viola il principio di laicita' dello Stato, ma la riteniamo essere contraria allo spirito autentico del cristianesimo. Questo testo esprime l'arretratezza della nostra classe politica ancora una volta asservita a logiche di stampo confessionale. Noi crediamo che sulle questioni di fine vita bisogna fare appello alla scelta responsabile dell'individuo e non ad un'autorita' ad esso esterna''.

Preoccupano in particolare i seguenti punti: ''In primo luogo il fatto che la legge parli di eutanasia in ogni sua forma, anche di eutanasia passiva che e' un concetto fortemente ambiguo, come d'altronde quello del trattamento sanitario 'sproporzionato'''. Per Savarino e' ''grave la non vincolabilita' delle direttive del paziente'', mentre e' ''inaccettabile che idratazione e alimentazione artificiale siano equiparate a misure di assistenza ordinaria che non possano essere sospese''.

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