Blitz nella Domus Aurea: trovati rifiuti, siringhe e coperte. Dentro ci vivevano 12 stranieri

Quale miglior posto per accamparsi se non l’antica villa di Nerone? La scoperta e il ritorno alla luce della Domus Aurea, residenza dell’imperatore romano che diede fuoco a Roma,  è stata tanto decantata, ma la precarietà della struttura e i recenti crolli hanno ridotto la villa di nuovo in un  cantiere abbandonato. Ecco allora che 12 stranieri ne hanno fatto il proprio rifugio. Tutto grazie alle sterpaglie che circondano la casa di Nerone e la totale assenza di personale di controllo.

All’interno di uno dei monumenti più celebri della Roma antica c’erano materassi, rifiuti di ogni genere, bottiglie, siringhe, coperte. Ma un blitz ha posto fine allo scempio.  Dalle prime ore del 26 agosto, grazie all’Ufficio Coordinamento Politiche della Sicurezza e al Comandante dei vigili urbani di Roma Angelo Giuliani, sono iniziati i lavori di bonifica ambientale in una delle zone più importanti della città. Al lavoro, il Gruppo Centro Storico della Polizia municipale, personale del Decoro Urbano del Gabinetto del sindaco, l’unità di Strada della Sala Operativa Sociale del V Dipartimento, personale della Sovrintendenza di Stato e l’Ama.

Durante il controllo le pattuglie hanno trovato all’interno di alcuni manufatti dodici stranieri, tutti con documenti, che avevano eletto la casa di Nerone come improvvisato giaciglio notturno. Sette iracheni, un romeno, un siriano, un camerunense, un cingalese e un etiope sono stati invece aiutati, viste le condizioni igieniche, dal personale presente della Sala Operativa Sociale, che si è messo a disposizione per ogni tipo di ausilio. Due dei dodici, un curdo iracheno e un cittadino del Camerun, viste le precarie condizioni di salute, sono stati accompagnati presso un centro di prima accoglienza. Rimossi anche alberi ed erba alta.

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