Bologna: accusato per immagini 'sbagliate', assolto

BOLOGNA, 10 GIU – Sulla base di una comparazione antropometrica sbagliata, basata sulle immagini registrate dall' impianto di sicurezza della banca, e' stato per quattro anni accusato di rapina. Ora, grazie ad una consulenza di parte e ad una perizia ordinata dal Tribunale di Bologna, e' stato assolto dall'accusa per non aver commesso il fatto.
Protagonista un trentasettenne, che ha precedenti. Il colpo di cui e' stato accusato avvenne il 14 giugno 2004 a Crespellano (Bologna), alla filiale della Cassa di Risparmio di Vignola. Il bottino fu di circa 12.000 euro. Il trentasettenne, che era stato arrestato per un'altra rapina, venne anche accusato sulla base delle immagini dell'impianto di sicurezza dell'istituto di credito anche della rapina di Crespellano. Ad inchiodarlo una consulenza della Procura, che indicando una serie di analogie tra caratteristiche del naso, della bocca e dell' orecchio, concluse con un giudizio di identita' tra l'indagato e il rapinatore.
Con il suo legale, l'avvocatessa Desi Bruno, l'uomo, che ha una difficile condizione economica ed e' stato ammesso al gratuito patrocinio, ha cominciato una battaglia per dimostrare che non era lui quello delle immagini. L'avv.Bruno ha incaricato il consulente Daniele Gulla' per un lavoro antropometrico sulle immagini: la conclusione e' stata ''non e' lui''. Il Tribunale, presieduto da Leonardo Grassi, dopo l'audizione di Gulla', ha affidato una sua perizia a Franco Gagliardi, che ha concluso in modo netto: non c'e' neppure compatibilita' tra rapinatore e imputato, ci cono somiglianze ma le diversita' sono macroscopiche. Cosi' e' arrivata anche l'assoluzione. Lo stesso Pm d'udienza, Manuela Cavallo, aveva concluso per l'assoluzione.
Se fosse stato irreperibile o contumace e non avesse trovato chi lo aiutava per la consulenza, probabilmente il processo sarebbe finito con una condanna ad alcuni anni.

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Alberto Francavilla