MILANO, 23 APR – Sono un must per giovani e single, piacciono anche alle famiglie, pur se con minori consumi rispetto ad altri Paesi europei, e sono usati, anche se con una bassa incidenza delle porzioni, dal 60% dei ristoratori: i surgelati rappresentano un segmento in crescita con un mercato intermediato dai grossisti pari a oltre 2,4 miliardi di euro. E' il quadro delineato da una ricerca di TradeLab presentata nel corso di una tavola rotonda sul tema organizzata dalle rassegne di Fiera Milano, Host e Tuttofood.
Sul prodotto surgelato, tuttavia, persistono ancora pregiudizi come denuncia il presidente della Federazione italiana pubblici esercizi, Lino Stoppani, per il quale ''il surgelato non e' sinonimo di prodotto qualitativamente inferiore''. Una tesi sostenuta durante la mattinata da ristoratori, nutrizionisti e chef stellati come Carlo Cracco. ''Quello che fa la differenza – afferma il cuoco – e' la qualita' di cosa si va a surgelare''. Nel mirino dei ristoratori, infine, anche l'obbligo di segnalare nei menu' con un asterisco se si tratta di un prodotto surgelato, ''una burocratizzazione e un inutile formalismo – secondo Stoppani – che nell'Unione europea esiste al momento solo in Italia, eccezion fatta per Cipro''.
La regola e' criticata dai pubblici esercenti, anche perche' l'obbligo di segnalazione non esiste per altri fattori considerati piu' incisivi sulla qualita' del cibo come ad esempio la presenza di conservanti. ''A livello comunitario esiste gia' una normativa che toglie l'obbligo dell'asterisco – conclude Stoppani – noi insistiamo perche' sia recepita al piu' presto anche in Italia''.