MILANO – Prima sono stati ascoltati poco meno di 100 risparmiatori. Poi, dopo la lettura dei verbali redatti dalla Guardia di Finanza, sono stati iscritti nel registro degli indagati Massimo Ponzellini, ex presidente di Banca Popolare di Milano, gli ex dg Enzo Chiesa e Fiorenzo Dalu e l'ex responsabile della compliance Ivano Venturini.
E 'questa la svolta del filone di inchiesta dei pm Roberto Pellicano e Antonio Pastore sul prestito convertendo emesso da Bpm tre anni fa e sottoscritto da 5 mila clienti che rischiano perdite altissime sul loro investimento. L'accusa e' truffa aggravata dall'entita' del danno economico.
Al centro delle indagini, parallele a quelle sul prestito alla societa' del gioco di azzardo Atlantis-Bplus nella quale a Ponzellini sono stati contestati l'associazione per delinquere e ostacolo agli organi di vigilanza, c'e' il collocamento ai piccoli risparmiatori, attraverso gli sportelli della banca, del bond convertendo, un prestito da 400 milioni rivolto anche al pubblico retail nonostante la complessa struttura del titolo.
Un'operazione che ha provocato un fiume di proteste da parte dei sottoscrittori e contro cui si sono sollevate le associazioni dei consumatori, preannunciando una class action contro la Bpm.
In questo quadro, alla fine dello scorso ottobre, si e' mossa la Procura di Milano con l'obiettivo di accertare se le modalita' con cui era stato 'piazzato' il convertendo ai clienti, potessero configurare l'ipotesi di truffa aggravata. Dalle deposizioni e' infatti emerso che molti dei clienti avrebbero ricevuto garanzie sul fatto che si trattasse di un'operazione sicura o non sarebbero stati adeguatamente informati (e in alcuni casi raggirati) e dunque non avrebbero avuto la consapevolezza necessaria per sottoscrivere un prodotto finanziario complesso. Inquirenti e investigatori stanno ora quantificando quanti siano i presunti truffati.
Il collocamento 'allegro' del bond era gia' costato a Chiesa – che si e' dimesso di recente dalla carica di direttore generale con una buonuscita superiore ai 2 milioni di euro -, Dalu e Venturini una multa complessiva della Consob di 377 mila euro.
I tre dirigenti sono stati sanzionati in via amministrativa per le irregolarita' accertate agli sportelli della Bpm, dove i dipendenti della banca avrebbero alzato il profilo di rischio dei clienti per renderli idonei all'acquisto del convertendo e avrebbero spinto per piazzare l'obbligazione a correntisti i cui profili di rischio non erano adeguati a sottoscrivere ''titoli complessi e illiquidi'', come li ha definiti la Commissione.
Prima della Procura gli ex vertici della Bpm erano finiti nel mirino di Bankitalia che aveva chiesto, sotto la minaccia del commissariamento della banca, un ricambio alla guida dell'istituto milanese, nella cui gestione aveva rilevato profonde carenze, e una profonda revisione della governance, dominata fino allo scorso anno dai soci-dipendenti riuniti nell'Associazione Amici della Bpm.