LIVORNO, 11 NOV – Sono cinque i medici finiti a processo per l'amputazione di un braccio di un giovane portiere di calcio livornese, Daniel Priami, che ora ha 23 anni. Il dibattimento si e' aperto oggi a Livorno dopo la citazione diretta a giudizio disposta dal pm Luca Masini. I medici devono rispondere di lesioni colpose: all'epoca dei fatti (nel 2006) 4 di loro lavoravano all'ospedale di Livorno e una al pronto soccorso di Cecina.
Priami perse il braccio destro a causa delle cure successive ad un incidente di gioco il 28 ottobre 2006 sul campo di Guardistallo (Pisa) dove si stavano affrontando gli juniores nazionali del Cecina, nelle cui fila giocava Priami, e della Fortis Juventus. Durante un'azione il giovane portiere usci' in area per prendere il pallone scontrandosi con un avversario: l'impatto porto' alla frattura del braccio, poi al ricovero all'ospedale di Cecina, infine in quello di Livorno. Alcuni giorni dopo, a Livorno, fu decisa l'amputazione.
Due dei medici imputati hanno chiesto il giudizio abbreviato, mentre per gli altri tre si procedera' con il rito ordinario. Il giudice Marina Cirese ha aggiornato l'udienza a primavera e intanto ha accolto le parti civili: lo stesso Priami e i suoi genitori. La vicenda giudiziaria legata alla storia del giovane va avanti da tempo. Il pm che si occupo' di una prima inchiesta aveva chiesto l'archiviazione (le perizie escludevano un nesso tra l'operato dei medici e l'infezione che porto' all'amputazione). Ma l'avvocato del ragazzo, Massimo Tuticci, presento' opposizione, a marzo il gip accolse la richiesta disponendo nuove indagini, infine in estate il pm decise per la citazione diretta a giudizio.