Brescia: scende immigrato da palazzo del Comune

BRESCIA, 23 GIU – Si sono protratte per circa due ore le trattative che hanno convinto Ben Issa, l'immigrato marocchino di 56 anni, a scendere dalla cupola di palazzo Loggia, sede dell'Amministrazione Comunale di Brescia, dove ieri sera era salito per protesta.

A condurle, il vice questore vicario di Brescia Emanuele Ricifari, che ha potuto contare sulla traduzione di Jimi, un ragazzo egiziano protagonista, nell'autunno scorso della protesta della gru. Jimi e' stato scelto dall'immigrato marocchino anche come persona di fiducia nella trattativa.

L'accordo, perche' la protesta (pericolosa anche per il rischio di sfondamento del tetto) cessasse, e' stato raggiunto con l'impegno personale di Ricifari a far si' che la posizione dell'immigrato venga trattata con la massima velocita' non appena sara' approvata la circolare ministeriale sul recepimento della decisione del Consiglio di Stato relativa alla sanatoria di colf e badanti del 2009 e grazie all'intesa con la Procura che non vi erano elementi per procedere a misure coercitive in conseguenza della protesta. '' E' stato – ha commentato al temine Ricifari – un dialogo innanzitutto tra persone e questo e' un aspetto importante''.

L'immigrato, dopo essere sceso e' stato brevemente visitato in un'ambulanza della Croce Rossa. '' E' da 10 anni – ha detto poi – che non vedo la mia famiglia. Posso farlo solo grazie ad internet. Da tre mesi pensavo di suicidarmi e cercavo il posto. Mi hanno convinto a non farlo gli amici, tutte queste persone che mi sono vicine''. A chi gli ha chiesto come sia stata la nottata sulla cupola di palazzo Loggia ha risposto:'' Era come essere su un aereo, e' stato molto bello vedere l'alba. Ho anche fatto dei disegni ma li ho lasciati sul tetto''.

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Emiliano Condò