Alcuni sorvegliati speciali di Casal di Principe in provincia di Caserta, pur non potendo esercitare il diritto di voto, hanno invece espresso le loro preferenze durante le ultime consultazioni amministrative. Lo hanno accertato i carabinieri di Caserta che, su delega dei pm Antonello Ardituro e Francesco Curcio della Dda, stanno esaminando il materiale sequestrato nei giorni scorsi nell’ambito dell’inchiesta sui presunti brogli elettorali.
L’ipotesi degli investigatori è che un buon numero di voti sia stato dirottato su candidati graditi al boss Francesco Schiavone, in particolare attraverso schede sottratte prima dell’inizio delle votazioni e compilate indebitamente. Dall’esame dei documenti sequestrati, tuttavia, è emerso anche che almeno tre o quattro sorvegliati speciali non erano stati cancellati, come si sarebbe dovuto, dalle liste elettorali del Comune e dunque avevano nella loro disponibilità il certificato elettorale. Sono ora in corso indagini per chiarire se si sia trattato di irregolarità dovute a problemi burocratici o ci sia stato il preciso intento di agevolare i sorvegliati speciali.