ROMA, 29 GEN – Giustiziato con quattro colpi di pistola e poi bruciato. E' morto cosi' l'uomo ritrovato carbonizzato in una buca in aperta campagna nella zona del Divino Amore. L' autopsia ha chiarito almeno la modalita' del delitto: quattro colpi di pistola per finire l'uomo poi il fuoco per cancellare ogni possibile traccia.
Dall'esame autoptico e' emerso anche che si tratterebbe di un uomo di carnagione chiara e questo potrebbe far tramontare l'ipotesi che il cadavere poteva essere in qualche modo collegato con la rapina di Torpignattara nella quale morirono un cittadino cinese e la figlia di 9 mesi. Uno dei due ricercati, entrambe marocchini, e' stato trovato cadavere in un campo a Boccea l'altro e' ancora latitante.
I carabinieri intanto hanno ascoltato anche alcuni residenti nella zona del Divino amore per capire chi sono i frequentatori del posto e se avessero notato qualcosa. Per ora gli investigatori sostengono pero' che la criminalita' potrebbe entrarci ben poco con questo ennesimo delitto avvenuto a Roma. Piuttosto ipotizzano uno scenario come l'omicidio di Artena, ovvero un dissidio tra operai o contadini finito nel sangue. Lo scorso 29 luglio il corpo del titolare di una falegnameria e del suo amico furono ritrovati carbonizzati poco distanti dalla stessa falegnameria ad Artena, vicino a Roma.
L'assassino, che si era reso subito latitante e fu poi arrestato dopo qualche mese dai carabinieri, era un boscaiolo romeno che lavorava in quel luogo: li aveva uccisi a colpi di ascia e aveva bruciato i loro corpi perché aveva avuto una lite con loro per aver rubato alcune taniche di gasolio.
Gli investigatori sono convinti che al Divino Amore a muovere la mano dell'assassino o degli assassini sia stato uno screzio pagato con la vita.
