CAGLIARI, 16 MAR – Un tarlo che non lo ha abbandonato da quando 15 anni fa aveva ucciso la fidanzata con due colpi di pistola alla testa. Dopo aver scontato una condanna a 14 anni, Salvatore Saba, di 51, era da poco tempo in liberta' ed era rientrato in paese, ma forse il rimorso per quel fatto ha segnato la sua vita. Due giorni fa si e' ucciso impiccandosi ad un albero nei pressi di uno stagno di Orosei dove e' stato trovato da alcuni pescatori.
L'uomo – come hanno riportato i quotidiani sardi – nell'ottobre 1997, quando aveva 36 anni, aveva ucciso (ma confessera' un anno dopo nell'udienza del processo che si e' svolto in Corte d'Assise a Nuoro) la fidanzata, Roberta Neri, di 29, di Noli (Savona), che pare volesse chiudere la relazione. Saba, ex guardia giurata, venne trovato con l'arma del delitto, una Smith & Wesson cal. 38 e per lui si aprirono le porte del carcere. In una lettera ai giudici scrisse ''Mi aveva lasciato per l'ennesima volta, mi accusava di bere. Quella sera del 18 ottobre avevo fatto un nuovo tentativo di far pace ma lei non ne ha voluto sapere''. Saba anche l'altro ieri ha scritto un foglio, ma ai parenti, prima di togliersi la vita ''Chiedo perdono alla famiglia e a mia madre''.