CAGLIARI, 22 FEB – Avrebbe toccato il sedere ad un ragazzo di 17 anni, dopo avergli proposto di lavorare nella discoteca che gestiva. Il giudice del Tribunale di Cagliari, Simone Nespoli, ha condannato ad un anno e due mesi di reclusione, con pena sospesa, l'imprenditore cagliaritano Massimo Melis, 47 anni, accusato di violenza sessuale, ma lo ha assolto dall'accusa di tentata prostituzione minorile.
I fatti risalgono al 2009, quando Melis, noto imprenditore del mondo dello spettacolo, avrebbe offerto il lavoro al ragazzo. Andato all'appuntamento in compagnia della sorella e del fidanzato di quest'ultima, il diciasettenne sarebbe poi salito nell'ufficio del professionista che, sempre secondo l'accusa, avrebbe cercato di palpeggiargli il sedere. Da qui la denuncia e la richiesta di rinvio a giudizio, formulata dal pubblico ministero Giangiacomo Pilia che al termine della requisitoria ha chiesto una condanna a 2 anni. Difeso dall'avvocato Massimiliano Ravenna, Melis e' stato condannato solo per l'accusa di violenza sessuale. Tra un mese il Gup depositera' le motivazioni della sentenza, poi potra' essere presentato ricorso in appello che appare quasi certo.
