Una cameriera algerina accusa un cliente di averla palpeggiata. Lei ha 28 anni e il suo presunto molestatore trenta e di mestiere fa l’imprenditore. Secondo il racconto della donna l’uomo l’avrebbe toccata più volte all’interno del bar pizzeria dove lavora, a Chiaravalle, Ancona.
M.V., queste le iniziali dell’uomo, ora è a giudizio anche per ingiurie, diffamazione e lesioni ai danni non solo della ragazza, ma anche della titolare del locale. L’imputato, difeso dall’avv. Michele Di Ruggero, respinge ogni accusa.
I fatti risalgono al 25 maggio del 2007. In una circostanza, la titolare del locale avrebbe intimato a M.V. di smetterla: ne sarebbe scaturita una discussione proseguita fuori della pizzeria. Durante questa lite, secondo le parti civili (rappresentate dall’avv. Roberto Leali), l’imputato avrebbe aggredito entrambe le donne a calci e pugni.
La ventottenne, all’epoca senza permesso di soggiorno, ha spiegato di aver avuto paura a denunciarlo perché temeva di essere espulsa. Aveva un contratto come badante ma non era potuta tornare in Algeria per ritirare il nullaosta. Appena arrivata in Italia con il marito, si era ribellata per presunti soprusi subiti dal coniuge, e questi l’aveva denunciata in patria per abbandono del tetto coniugale.
L’imputato, residente nello Jesino, nega ogni addebito. Sostiene di non aver mai compiuto violenze sulla ragazza e che, in uno dei casi contestati, sarebbe stata persino presente sua moglie. Quanto alla discussione del 25 maggio, l’imputato dice che vi furono insulti reciproci e smentisce di aver aggredito fisicamente le due donne.