TRENTO, 13 GIU – Prima un lancio di uova al segretario provinciale, poi uno striscione offensivo contro la segretaria nazionale Susanna Camusso, alla fine l'espulsione dalla Cgil. E' finita cosi' per 17 iscritti, in gran parte della Filt, uno scontro durato piu' di un anno con il vertice della Cgil del Trentino.
''Abbiamo dovuto difendere l'immagine e la reputazione del sindacato'', dice il segretario provinciale Paolo Burli che oggi ha convocato una conferenza stampa per spiegare la decisione senza precedenti presa ''concordemente'' tra segreteria confederale della Cgil nazionale, segreteria della Cgil del Trentino e segreterie nazionali di Filt, Filcams, Fp e Spi, categorie cui appartengono i sindacalisti dissidenti raggiunti dalle lettere di revoca. ''Le revoche non sono frutto di una decisione politica, ma la conseguenza diretta di un escalation di violenza verbale e non'', sottolinea Burli.
Che i rapporti fra alcuni esponenti di alcune categorie (Filt e Filcams in testa) fossero tempestosi lo si era capito il mese scorso con una clamorosa contestazione in piazza a Trento durante lo sciopero della Cgil: alcuni iscritti alla Cgil avevano fischiato il segretario provinciale lanciandogli anche delle uova. Poi il 6 giugno, durante il Festival dell'Economia, un'altra azione clamorosa a Trento: alcuni militanti della Filt del Trentino avevano esposto fuori dal Castello del Buonconsiglio uno striscione con la frase ''Susanna, non ti abbiamo chiesto di fare sesso, ma di rifare il congresso Filt Trentino''. A questo punto il caso dei dissidenti locali e' arrivato a Roma e sono scattate le espulsioni. ''I richiami di natura sessuale erano palesemente lesivi della dignita' non solo della prima segretario donna della Cgil, ma anche di tutte le altre donne che in Italia faticano quotidianamente, in famiglia e nei posti di lavoro, ad affermare il diritto al rispetto del genere femminile'', dice la la Cgil trentina che parla anche di ''attacchi personali, provocazioni continue (la doppia s runica nel nome Camusso a richiamare le SS naziste), delegittimazioni a mezzo web''. Gia' in marzo – aggiunge la Cgil – la commissione interna di garanzia Nord-Est, ''aveva sanzionato alcune di queste azioni sospendendo tre dirigenti della Cgil del Trentino. Successivamente e' stato chiesto l'intervento della stessa commissione di garanzia, il cui giudizio e' ancora in via di definizione, per altre azioni ritenute violente ed oltraggiose''.
I dissidenti respingono le accuse e per bocca di uno dei sindacalisti espulsi, Fulvio Flammini della Filt, parlano di ''un incredibile pogrom attuato dalla segretaria provinciale e nazionali di categoria. Ci hanno cacciato con procedure anomale, come delinquenti, per soffocare il dissenso''.
