Cape Live: rinviati a giudizio Cimino, Vismara e Perroni

MILANO – Il pm di Milano Roberto Pellicano e Stefano Civardi hanno chiuso l’inchiesta sulla societa’, un tempo quotata in Borsa e ora ammessa al concordato preventivo, Cape Live in vista della richiesta di rinvio a giudizio per l’ex presidente Simone Cimino, l’ex vicepresidente Marco Vismara, l’allora Ad Maurizio Perroni e la stessa societa’ indagata in base alla legge sulla responsabilita’ amministrativa degli enti. L’accusa contestata e’ manipolazione del mercato e si riferisce a un bond convertibile emesso da Cape Live nel 2009.

L’avviso di conclusione delle indagini e’ stato notificato oggi dai militari della Guardia di Finanza di Milano. Al centro della vicenda c’e’ la collocazione di un bond convertibile avvenuta tre anni fa e con cui Cape Live mirava a raccogliere 50 milioni di euro. Con il bond invece la societa’ racimolo’ solo 14 milioni per poi raddoppiare l’incasso grazie all’intervento della banca belga Degrrof banque privee.

Tuttavia si ipotizza che dei 27 milioni raccolti, una decina non fossero stati sottoscritti davvero ma investiti dalla stessa societa’ di Cimino, peraltro arrestato nel giugno 2011 e scarcerato qualche giorno dopo, attraverso un fondo ‘schermo’ dello istituto di credito belga che aveva operato attraverso la sua filiale di Lugano, in Svizzera. Infatti nell’inchiesta ora conclusa e’ stata stralciata la posizione di Jean Louis Jaoumin, fino al 2010 ad della filiale svizzera e fermato anche lui l’anno scorso. Il fascicolo a suo carico rimane aperto. Intanto Cape Live dopo la sostituzione dei vertici, e’ stata ammessa alla procedura di concordato preventivo dal Tribunale fallimentare di Milano.

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