GENOVA – In processione alla Madonna della Guardia, antico santuario marino sulle alture di Genova, per affidare ''allo sguardo materno di Maria'' preoccupazioni e speranze dei lavoratori. Il presidente della Cei, cardinale Angelo Bagnasco, rinnova la ventennale tradizione del pellegrinaggio del mondo del lavoro. E, dall'altare della chiesa costruita nel Sedicesimo secolo, lancia un monito alla politica: ''Il problema dell'occupazione non e' calato ma, semmai, accresciuto, e i timori per il futuro non sono ingiustificati'', dice il porporato, che chiede alla politica ''responsabilita', buona volonta' e capacita''' per uscire dalla crisi. Perche', dice, ''non ci si puo' piu' nascondere''.
Dietro al crocifisso portato a braccia dai volontari nell'ultimo tratto di salita che porta al Santuario, sfilano insieme al cardinale Bagnasco i rappresentanti del mondo del lavoro. In prima fila una delegazione della Tirrenia, che chiede di far luce sul proprio futuro, e di Fincantieri, l'azienda navale che sta tenendo con il fiato sospeso migliaia di famiglie. E ci sono i sindacati, la Cisl e la Uil, le Societa' di mutuo soccorso, le Acli, le Pubbliche Assistenze e i rappresentanti delle istituzioni locali. Il cardinale Bagnasco ricorda come il lavoro ''dignitoso e certo'' sia ''un'ulteriore elemento per la serenita' e la stabilita' di ogni individuo''. ''La situazione del lavoro soffre di non poche incertezze – aggiunge – e qui si misura chi noi siamo, non solo in termini di responsabilita' e di buona volonta', assolutamente necessaria e doverosa, ma anche in termini di capacita'''.
Esplicito il riferimento alla politica, quella cittadina e non solo, che deve sapere ''leggere la realta', fare proposte sensate,. creare relazioni virtuose e fare squadra perche' si possa guardare al futuro''. ''Le parole migliori dette nel mondo migliore'', commenta una rappresentanza dei lavoratori Fincantieri, presente senza lo striscione per divergenze con una frangia del sindacato.
E proprio in merito alla vicenda della cantieristica, l'arcivescovo di Genova invoca un ''doveroso sviluppo'', che secondo il porporato passa dall'''arricchimento dei bacini'', dal mantenimento ''dell'attivita' specifica'' e da ''prospettive logistiche da ampliare''. Snodo del futuro, e' l'altro appello del cardinal Bagnasco, ''le infrastrutture'', definita una ''priorita' assoluta''.
''Per questo e' necessaria – sostiene ancora il presidente della conferenza episcopale italiana – una pianificazione decisa e saggia''. Ma, soprattutto, una ''conversione da parte di tutti al bene comune''. Pena, sottolinea, ''affondare tutti''. Un messaggio rivolto alla ''amatissima'' Genova, e poi esteso ai responsabili delle istituzioni e del mondo del lavoro, che il cardinale Bagnasco affida alla Madonna della Guardia. Perché ''con grande passione'' accolgano, e ''non ostacolino'', nuovi insediamenti produttivi. ''Subito – conclude – non domani''.
