LAMPEDUSA (AGRIGENTO) – Ci sono un paio di emergenze a Lampedusa che nulla hanno a che spartire con il fenomeno dell’immigrazione. Una è il prezzo di benzina e gasolio, che costa 30 centesimi al litro in piu’ rispetto al resto del Paese (1,5 euro al litro); l’altra è l’assenza dei quotidiani nelle edicole, che va avanti dal 12 gennaio, fatta eccezione per il Giornale di Sicilia.
Sul carburante pesa il prezzo del trasporto, ”un problema – fa notare Peppino Palmeri, capogruppo del Pd al Comune – che dovrebbe riguardare tutte le isole. Invece, a Lampedusa i prezzi di verde e nafta sono i più alti d’Italia”.
I pescatori hanno protestato per un mese contro il caro petrolio, e hanno ottenuto la promessa dalla Regione di un contributo di 400 mila euro, che qualora arrivassero dovrebbe essere distribuito dal Comune ai facenti richiesta. Finora si tratta solo di una promessa, ma le barche hanno ripreso il mare e le pescherie hanno finalmente riaperto.
Sui giornali la questione sembra senza uscita. Anche in questo caso la questione riguarda i costi, ma non strettamente quelli del trasporto: la compagnia Meridiana, che da Palermo vola ogni giorno su Lampedusa, è disposta ad effettuare gratuitamente il servizio. ”L’inghippo – spiega Palmeri – sta nella pretesa della Gesap, la società di gestione dello scalo Falcone-Borsellino, di aver riconosciuti i diritti aeroportuali sul carico. Un onere che la compagnia non intende, giustamente, sostenere.
Ho fatto esposti a dritta e a manca – aggiunge – e non so più a che santo rivolgermi. Trovo imbarazzante che in un’isola piena di giornalisti, come in queste settimane, non ci siano quotidiani”. In compenso, a Lampedusa ci sono tre edicole, due delle quali chiuse. Tra poco arrivera’ l’estate e, con essa, i turisti. Abbronzati e disinformati.
