ROMA, 25 LUG – I ricorsi sono fondati e ''s'impone l'annullamento non soltanto della determinazione con la quale l'Antitrust ha rigettato gli impegni presentati dalle parti del procedimento, ma anche, derivativamente, del provvedimento con il quale e' stata disposta l'irrogazione di sanzioni a fronte della ritenuta presenza di illeciti antitrust''. E' la motivazione con la quale il Tar del Lazio ha annullato le multe da 6 milioni di euro inflitte dall'Antitrust lo scorso novembre a Mastercard e altre 8 banche (solo sette pero' hanno proposto ricorso amministrativo) per avere attuato ''intese restrittive della concorrenza'' nel settore delle carte di credito.
Le banche sanzionate, spiego' l'Antitrust, avevano a suo avviso realizzato intese restrittive della concorrenza ''finalizzate a mantenere alta la commissione interbancaria sui pagamenti attraverso le carte di credito e di debito (c.d. carte Maestro) emesse dal circuito Mastercard, trasferendola sulle commissioni richieste ai negozianti convenzionati, con effetti sui prezzi praticati ai consumatori''.
Le multe furono cosi' ripartite: MasterCard Incorporated 2.700.000; Monte dei Paschi di Siena 910.000; Bnl 240.000; Banca Sella Holding 360.000; Barclays Bank 50.000; Deutsche Bank 200.000; Intesa Sanpaolo 700.000; Icbpi (istituto centrale banche popolari) 490.000; Unicredit 380.000 euro.
I giudici della prima sezione hanno emesso una sentenza fortemente tecnica. Uno dei punti principali delle motivazioni e' quello con il quale i giudici hanno ritenuto che ''le censure appuntate avverso il profilo motivazionale all'esame meritano accoglimento, ancorche' esclusivamente con riferimento alla riscontrata inadeguatezza istruttoria che, riverberandosi sull'insufficienza dell'apparato motivazionale esposto nel provvedimento gravato, inficia alla luce dei riscontrati profili, la determinazione di che trattasi''.