TREVISO – Chiedere la riscossione dell’Imu a un bimbo di 6 anni è una “prassi” che sarebbe “stata fatta passare per errore”. Per questo il Comune di Susegana, 11 mila anime in provincia di Treviso, non ci sta a passare per il mostro amministrativo che invia “cartelle pazze” agli orfanelli e ha deciso di fare causa alla madre e al suo avvocato, che hanno “diffamato e leso l’immagine dei dipendenti e del Comune”.
Oltre al danno la beffa, verrebbe da pensare: la storia del bimbo che deve pagare 1754 euro di Imu era finita sulla bocca di tutti. La lettera, inoltrata lo scorso 2 dicembre, invitava il “gentile contribuente” a pagare entro il 16 dicembre l’imposta municipale unica su un immobile presente sul suolo comunale e che apparteneva al papà del piccolo, recentemente scomparso.
Una “cosa normale”, secondo il sindaco Vincenzo Scarpa, “se il minore ha ereditato l’immobile che è una seconda casa, deve pagare”. Insomma quella cartella da 1.754 euro non è affatto pazza. “Minori o disabili sono affidati ad un tutore legale – chiarisce il primo cittadino – a questa figura spetta il compito di tutelarne gli interessi”. E pertanto di pagare l’imposta, se è dovuta. “Anche se il bambino erede avesse soltanto due mesi – afferma il primo cittadino – sarebbe tenuto a pagare”.
Il bollettino in questione è stato recapitato a casa dei nonni dove il bimbo, residente in un altro comune della provincia di Treviso, ha vissuto fino a qualche mese fa. La madre incredula si è subito rivolta ad un avvocato che le ha spiegato che il bimbo è sì destinatario dell’eredità del padre defunto, ma che per diventare erede effettivo occorre l’accettazione. Che invece non ci sarebbe stata.
Intanto però la notizia corre sui giornali. La donna è stata pure contattata dalla redazione de La vita in diretta, il programma del pomeriggio di Rai Uno. E il primo cittadino non ci ha visto più: “In questo momento di crisi economica e di valori – attacca Scarpa – non possiamo sopportare che passi un messaggio del genere”. Di qui la denuncia per diffamazione.
A Susegana, sostiene il sindaco, di casi simili ce ne sono almeno altri sei. “E tutti pagano regolarmente”. La tassa andava perciò pagata entro ieri, lunedì 16 dicembre. Ma in ogni caso, “se il tutore di questo bambino aveva delle contestazioni da fare – chiosa il sindaco Scarpa – poteva recarsi nei nostri uffici e gli sarebbero stati dati tutti i chiarimenti necessari”.