
ROMA – Caserme riconvertite in case popolari? Potrebbe essere una delle soluzioni allo studio dal ministero dell’Economia. L’obiettivo poi sarebbe quella di dare queste case a canone agevolato per i meno abbienti. Ne parla Lorenzo Salvia sul Corriere della Sera. Non solo: il governo starebbe pensando anche ad agevolazioni sulla cedolare secca per chi deve affittare le case.
Salvia spiega come si svilupperebbe questo intervento:
Come intervenire? Una delle ipotesi è utilizzare una parte degli immobili pubblici da dismettere per la conversione in housing sociale. Cosa vuol dire? Un pezzo delle caserme che lo Stato vorrebbe vendere per abbattere il debito pubblico potrebbe essere ristrutturato e poi affittato a canone calmierato o anche venduto ad un prezzo sostenibile alle fasce sociali più deboli. Con un intervento che coinvolgerebbe non solo il settore pubblico ma anche il privato.
Quindi Salvia spiega che questa idea è venuta al governo proprio in seguito alla crisi che ha portato sempre più famiglie a non potersi permettere una casa:
L’housing sociale potrebbe essere la via d’uscita anche per una parte della case invendute e rimaste nella disponibilità dei costruttori, un peso che si è moltiplicato in questi anni di crisi.
Oltre a quella delle case popolari, ci sarebbe un’altra idea per venire incontro ai meno abbienti. Spiega Salvia:
C’è poi l’idea di rivedere di nuovo la cosiddetta cedolare secca, la percentuale fissa dell’affitto che il propietario di casa deve versare al fisco. Una misura pensata proprio per incentivare la locazione, visto che il canone non si somma al reddito del padrone dell’immobile. Già con il decreto Imu il prelievo è stato abbassato per il canone concordato dal 19% al 15%. Adesso la cedolare potrebbe essere limitata ancora, allargata anche alle società che affittano. E, probabilmente, affiancata dalla detraibilità delle spese per la manutenzione straordinaria dell’immobile.
