Caselli: "Il movimento No Tav non c'entra con le inchieste"

STRASBURGO – Il movimento No Tav e le sue ragioni ''non c'entrano nulla'' con le inchieste giudiziarie sugli incidenti in Val di Susa. ''Che abbiano ragione o torto non rientra nelle mie competenze'' quelle che vengono perseguite sono ''responsabilita' individuali''. Lo ha sottolineato il procuratore capo di Torino, Giancarlo Caselli, invitato al Parlamento europeo di Strasburgo per presentare il suo libro 'Attacco alla Giustizia' per il quale e' stato piu' volte minacciato, accusato di voler criminalizzare il movimento.

L'invito 'bipartisan' al Parlamento e' stato fatto dal capogruppo Pdl, Mario Mauro, e dal capogruppo Pd, David Sassoli. Con Mauro che ha voluto ''esprimere solidarieta''' con chi ''e' impegnato a perseguire reati'', sottolinenando ''il contrappasso'' tra la sua iniziativa ed il fatto che sia stato proprio il Pdl a voler organizzare l'evento.

Caselli ha ribadito che ad essere perseguiti sono stati i ''gravi reati commessi'' a luglio in Val di Susa. ''Chi parla di criminalizzazione del movimento – ha aggiunto il procuratore – e' come se parlasse di criminalizzazione del sesso quando si perseguono singoli stupratori. Quello che e' successo in Val di Susa e' una cosa, il movimento e' tutt'altra cosa e non c'entra niente''.

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Daniela Lauria